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martedì 23 novembre 2010

Concorso fotografico Panasonic: WORK.LIFE

Volevo mettervi a conoscenza di un bel concorso fotografico a cui ho partecipato per la prima volta lo scorso anno e quest'anno ho fatto il bis.
La Panasonic infatti organizza su www.lumixaward.com un concorso di fotografia digitale (solo digitale mi raccomando, le foto scannerizzate non valgono!) che va da novembre 2010 ad aprile 2011 con cadenza mensile ed ha come tema:

WORK.LIFE - Il meglio della fotografia digitale
"Lo facciamo per vivere - la maggior parte di noi du
rante il giorno, alcuni di notte o in orari inconsueti. Mostraci le foto straordinarie di chi vive il lavoro."

Praticamente si può inviare una foto al mese e deve avere attinenza con il mondo del lavoro, ovvio no!! E i premi sono naturalmente degli apparecchi fotografici.

E dato che questo è il mio blog vi pubblico la foto con cui partecipo nel mese di novembre.
Se vi piace votatela pure, non può che farmi piacere. L'unica accortezza per votarla (o votare altre foto!) è che dovreste registrarvi al sito o, più semplicemente, utilizzare il vostro account Facebook


Il titolo dell'immagine è "TRE VITAE" e l'ho scattata durante una calda giornata estiva nella campagna intorno a Corinaldo (An) e credo che si adatti perfettamente all'argomento del concorso.

Se non riusciste a vedere subito la mia foto (a volte ci sono dei problemi con il link diretto) dovreste andarla a cercare nella "striscia" di foto delle ore 11.00, esattamente la foto delle ore 11.23 (Tre vitae - Claudio Giuliani).
Se poi non avete voglia di votarla o non ci riuscite va bene lo stesso.
Magari lasciate un vostro giudizio su questo blog!!!

Ciao

Cla

martedì 1 dicembre 2009

NO ALLA CENTRALE TURBOGAS DI CORINALDO!!!!


La serata del 27 novembre, organizzata dal comitato Valcesano Sostenibile, dedicata all'informazione ai cittadini sui DANNI che sarebbero causati dall'istallazione di una centrale Turbogas della Edison è stata un successo!
Centinaia e centinaia di persone sono intervenute per portare il proprio NO allo scempio ecologico che si porterebbe al nostro territorio con la costruzione di un tale MOSTRO "ENERGETICO".

Io purtroppo non sono potuto essere presente a tale serata alla Lanterna Azzura di CORINALDO ma parlando con chi c'era la cosa più strana che si è di cui si è parlato (oltre alla PERICOLOSITA' SCIENTIFICAMENTE PROVATA DI OGNI CENTRALE A TURBOGAS!!!) era la mancanza della presenza di un solo sindaco della vallata.................... e il vicesindaco, una volta interpellato, ha parlato SOLO a titolo personale per dire che è contrario alla centrale (.....................) e in riferimento ad una domanda sulla mancanza del suo sindaco ha detto "ognuno si assume le sue responsabilità".

Vi comunico inoltre che

GIOVEDI' 3 DICEMBRE 2009
presso l'Hotel il Giglio di Corinaldo alle ore 21.00

si terrà un incontro pubblico organizzato dal Gruppo di Minoranza del comune di Corinaldo sulle problematiche di una centrale a Turbogas.

Mi raccomando partecipate numerosi ragazzi!!!!!

Vorrei ricordare a tutti che SIAMO SEMPRE IN "TREPIDANTE" ATTESA di un COMUNICATO STAMPA UFFICIALE dell'AMMINISTRAZIONE COMUNALE DI CORINALDO dove i nostri amministratori dovrebbero assumere una posizione nei confronti di questa centrale a Turbogas.

AMMINISTRATORI CORINALDESI LA VOLETE O NO
QUESTA CENTRALE A TURBOGAS???????????



E' VOSTRO OBBLIGO MORALE, ISTITUZIONALE, SOCIALE E POLITICO

INFORMARE

TUTTI I CITTADINI CORINALDESI SULLA VOSTRA POSIZIONE NEI CONFRONTI DI QUESTO SCHIFO DI CENTRALE DEI VELENI!!!!

Assumetevi le vostre responsabilita'.
Anche nei confronti dei NOSTRI e vostri figli.

Punto.

sabato 10 ottobre 2009

Bastardi a Castel di Lama!!!




Potrebbe sembrare una notizia minore rispetto alla cronaca che ci circonda ma comunque l'ho appena sentito sul Tg di Rai 3.... A Castel di Lama (Ap) un gruppo di bastardi , schifosi, pezzi di m...a (c'è scritto MERDA...) ha devastato le arnie di un apicultore del paese...
Magari potrebbe sembrare una stupidaggine ma invece non l'ho è e sfido CHIUNQUE a considerarla tale!!!
Distruggendo le arnie hanno ucciso CENTINAIA di api che sono, se vogliamo considerarle "UMANAMENTE" (nel senso più spregevole del termine...) per quello che sono, delle SEMPLICI sentinelle per la SEMPLICE aria che respiriamo.
Per le menti più ottuse, le api sono delle "spugne" che assorbono ciò che le circonda e sono delle sentinelle perfette per l'ambiente che ci circonda.
Per cui coloro che hanno compiuto tale azione, se mai verranno scoperti, andrebbero puniti in modo esemplare!!!
E di questo cono convinto, così come sull'esemplarità delle pene che vengono comminate a coloro che meriterebbero anche di peggio!!!
Quegli insulsi umani che hanno devastato quelle arnie meriterebbero quanto di peggio la Natura potrebbe riservare loro!!
Se un "uomo" è capace di fare cose del genere contro dei "semplici" animali non avrà mai rispetto per la vita umana e probabilmente non è degno della vita umana che un probabile Dio gli ha miracolosamente donato....
Punto.

martedì 13 maggio 2008

BASTARDI CINESI!



Chiedendo scusa, a chi ogni tanto viene a vedere il mio blog, per l'assenza di post e articoli negli ultimi giorni (sono stato impegnatissimo!) vi riaggiorno sul comportamento ASSASSINO dei cinesi nei confronti degli esseri viventi (è noto come trattatano gli uomini... potete immaginarvi come trattano gli altri animali!!!!).
Poche parole..... anche perchè non servono.... basta guardare il video qui sotto..... una violenza inaudita e NON GIUSTIFICABILE DA NESSUNO! Da ciò anche il titolo del post.
Non provate nemmeno ad accennare una scusante per questi comportamenti! Nel mio blog non lo accetto! Scusate la prepotenza, ma in questo caso la reputo legittima!

Eh si, quello dei cinesi è proprio un POPOLO BASTARDO E SQUALLIDO!



Pledge to go fur-free at PETA.org.



Grazie Mari per la notizia!

E ogni volta che vi capita di avere foto o filmati che denunciano ogni tipo di violenza nei confronti dei nostri amici animali (i cinesi non sono degni di essere nostri amici...) segnalatemeli... non esiterò, nel mio piccolo, ad inserire e a denunciare questi comportamenti criminali!

venerdì 18 aprile 2008

INCIVILE E FALSA SVIZZERA !!! Abbattuto anche l'Orso Bruno JJ3.



L'orso bruno JJ3 ucciso in Svizzera


Basta! Non se ne può più di tutta questa violenza verso i nostri amici animali....


Lo scorso lunedì 14 aprile nel cantone dei Grigioni (Grisons) in Svizzera è stato ucciso (il termine "abbattuto" non mi piace affatto, anche perchè forse è utilizzato per cercare di rendere meno macabra ed esecrabile l'UCCISIONE INUTILE di uno stupendo e raro esemplare di orso bruno...) JJ3, un altro dei figli di Jurka, l'orsa che ora è tenuta a San Romedio, in una vasta zona boschiva recintata del Trentino Alto Adige.
Nel giugno del 2006 , in Germania (nella Baviera), era stato ucciso il fratellastro di JJ3, Bruno o JJ1 perchè aveva "sconfinato" dal suo territorio (Leggi la notizia su Repubblica). Già allora si doveva evitare!

Ed ora è accaduta la stessa cosa: dopo che JJ3 (uno stupendo esemplare di Orso Bruno, il cui nome veniva dal fatto che era il terzo cucciolo e dalle iniziali dei genitori: Jurka e Joze) aveva sconfinato dal Trentino A.A. in Svizzera avvicinandosi a dei centri abitati e uccidendo (e si parla di SOPRAVVIVENZA! Qui la notizia dell'appello degli ambientalisti per salvare JJ3) alcune pecore e dopo che, dicono, hanno provato ogni metodo "innocuo" per far si che avesse timore degli umani e per farlo desistere dall'avvicinarsi ad alcuni paesi in cerca di cibo, LE AUTORITA' SVIZZERE hanno deciso che l'unica cosa che si poteva fare era ucciderlo. E così hanno fatto.
Chissà, magari anche in questo caso parlano di "abbattimento selettivo" che addirittura, oltre a salvaguardare l'incolumità delle popolazioni, avrebbe lo scopo "scientifico" di migliorare la specie: beh, allora per assurdo anche Hitler poteva essere definito un "precursore scientifico" con le sue pulizie razziali.......
Ma la notizia dell'uccisione di JJ3 è ancora più triste perchè doveva e poteva essere EVITATA: infatti lo zoo di Berna si era offerto di prenderlo in affidamento presso il loro centro! Sicuramente JJ3 non avrebbe avuto una magnifica vita in mezzo ai boschi e alle foreste delle Alpi, ma ora sarebbe vivo! Oppure non poteva essere reinserito, come la mamma, all'interno della zona protetta in Trentino? Non posso credere che non ci fossero altre alternative alla sua uccisione coatta.

La moderna-evoluta-"pacifica"-neutrale-"ambientalista"-virtuosa (eufemismi...) Svizzera che ti fà una multa (cosa peraltro giusta!) se getti una carta in terra ha deciso la morte per un povero Orso Bruno che cercava di sopravvivere in un violento mondo GOVERNATO da umani che non lasciano nemmeno i naturali spazi a chi li abitava già prima di noi.
E ovviamente un Orso che si avvicina un pò troppo a delle abitazioni và ucciso pressochè immediatamente, mentre i violentatori, gli assassini, i terroristi, i folli serial killer, i pedofili, i mafiosi (e ciò che di peggio rusciamo ad essere NOI UOMINI...) che hanno la FORTUNA di far parte della razza umana sono tutelati dalle leggi, sono affiancati da avvocati che a volte riescono addirittura ad evitargli la galera.
E guai se uno dei sopracitati spregevoli uomini vengono maltrattati od offesi (cosa, secondo me, giusta): in tal caso ci sono decine di associazioni "umanitarie" (cattoliche, laiche, politiche ed altro) che vanno in soccorso di questi "poveri cristi" per i quali si dovrebbe fare di tutto per riabilitarli e per restituirli alla vita civile (così almeno possono violentare, uccidere, offendere, sottomettere, assassinare, ridurre in schiavitù di nuovo altri bambini, donne e uomini...) e ci sono fiaccolate, manifestazioni, incontri culturali su tali argomenti e magari dai salotti televisivi, e non, chissà quante voci di noti personaggi della "cultura", della Tv e della carta stampata si smuoverebbero per proteggere gentucola che non avrà mai rispetto per gli altri.

E invece per un povero orso (reintrodotto da noi uomini, oltretutto!) che stava solo cercando di vivere, l'unica soluzione (la più semplice e meno dispendiosa???) è stata la sua uccisione. Nonostante molte associazioni ambientaliste ed animaliste fossero intervenute ed avessero dato il loro appoggio per qualunque iniziativa non cruenta.
Ora potrebbe essere a rischio anche la vita di un altro fratellastro di JJ3, ovvero MJ4 con il quale era arrivato sulle montagne svizzere nell'estate 2007. (Qui trovate la notizia dell'Adnkronos, con gli interventi del governo svizzero e di enti italiani)

Ce la faremo a salvarlo???

Chissà quando impareremo ad avere più rispetto per i nostri amici animali? Forse quando sarà troppo tardi?? Spero di no e lo spero perchè voglio essere ottimista, perchè voglio credere che in maniera esponenziale aumenteranno le persone che hanno a cuore la vita di QUALUNQUE CREATURA viva sulla Terra.


Qui vi metto il link ad un blog che parla proprio dell'Orso Bruno e che ovviamente ha inserito la notizia della morte di JJ3. E che accetta firme di protesta sull'accaduto.

mercoledì 9 aprile 2008

Un piccola grande VITTORIA ambientalista! In Sudafrica le FOCHE sono PROTETTE!!!



Dopo averne ricevuto comunicazione dall'Oipa (Organizzazione Internazionale per la Protezione degli Animali) con estrema felicità vi riporto una notizia straordinaria (che però dovrebbe essere una cosa ORDINARIA.....):

Il SUDAFRICA ha emanato una legge per la
PROTEZIONE DELLE FOCHE E DEGLI AMBIENTI MARINI.


Quindi tutte le riserve e gli ambienti marini di questo GRANDE Paese sono ora sottoposte a dure normative e regolamentazioni per la tutela e la salvaguardia delle sue numerose ed importantissime colonie animali, tra le quali quelle di questi magnifici mammiferi che sono le
FOCHE.

Tutto ciò è dovuto anche grazie alla grande movimentazione di persone che hanno appoggiato questa causa e hanno richiesto con decine di migliaia di mail, lettere e fax, la moratoria della crudele, spietata ed inutile caccia alle foche (questo è il link alla notizia completa fornita dall'Oipa).

Ma tutto ciò non basta perchè ancora il Canada, il Giappone ed altri stati continuano a perpetuare la carneficina di questi dolcissimi, docilissimi ed
indifesi esseri viventi!!!


Possiamo aiutarli, DOBBIAMO AIUTARLI!


giovedì 27 marzo 2008

Tutti contro Guillermo Vargas Habacuc!

QUESTA NON E' ARTE !!!
(Firma la petizione on line)


La colpevole indifferenza verso Nativity


Sempre solo

La notizia è già uscita da un pò di tempo e riguarda Guillermo Vargas Habacuc, un NON-artista del Costa Rica.
Questo verme-uomo (con tutto il rispetto per i vermi che sono utilissimi! Il viscido Habacuc no!), durante una presunta mostra d'arte (non merita rispetto nemmeno il museo o la fondazione che hanno dato il via libera a tale ignobile gesto...) nel mese di agosto 2007, ha lasciato morire di inedia un povero cagnolino (Nativity) in una sala di una "galleria d'arte" del Nicaragua.
Legato alla catena in una parete di questo squallido "allestimento artistico", Nativity è rimasto per giorni e giorni senza nè cibo, nè tantomeno acqua fino alla sua morte giunta per inedia.
Nelle foto che ho allegato potete vedere come era tenuto il cucciolo, come era ridotto (probabilmente era già un cane randagio, affamato e maltrattato) e quanta crudele indifferenza si può notare da parte dei visitatori della "mostra".
Secondo alcune testimonianze chiunque avesse provato ad avvicinarsi a Nativity per aiutarlo o per dargli qualcosa da mangiare, veniva mandato via ed allontanato con veemenza dallo stesso "artista". Domande: ma questo "artista" era munito di un'arma da fuoco, di un coltello o di qualche corpo contudente che poteva ferire-mutilare-uccidere chi si fosse avvicinato? Ad ogni modo, chi avesse avuto a cuore la sorte del cagnolino, non poteva comunque rivolgersi alle autorità competenti a a qualche associazione animalista? Mah....

Quello che segue è il vergognoso pensiero di Habacuc "Lo scopo del lavoro non era causare sofferenza alla povera innocente creatura, bensì illustrare un problema. Nella mia città natale, San Josè, Costa Rica, decine di migliaia di randagi muoiono di fame e malattia e nessuno dedica loro attenzioni. Ora, se pubblicamente mostri una di queste creature morte di fame, come nel caso di Nativity, ciò crea un ritorno che evidenzia una grande ipocrisia in tutti noi. Nativity era una creatura fragile e sarebbe morta comunque su una strada".
E ora? Dopo tutto il giusto clamore che ha sollevato questa orrenda notizia, l'odiato artista è stato addirittura selezionato, come rappresentante del suo paese (il Costa Rica), per esibirsi nuovamente alla "Biennale Centroamericana 2008" che si terrà in Honduras! In poche parole i curatori della "prestigiosa" (a questo punto non lo è più!) mostra ritengono che sia "arte" far morire un cane! Che squallore!!!

Sono tre gli elementi che, a mio parere, devono farci indignare, inorridire e di conseguenza cercare di far qualcosa:
  1. Non si può e, se una persona ha una coscienza, non si deve accettare tale violenza gratuita nei confronti di un povero essere vivente. E di conseguenza non si può e non si deve considerare arte ciò che Vargas Habacuc ha compiuto: l'assassinio di un povero cagnolino indifeso (lasciar morire di fame e sete = uccidere).
  2. Non si può e non si deve accettare che i visitatori di questa pseudo-mostra abbiano sorvolato con apparente, ma palese, indifferenza la situazione davanti ai loro occhi una volta che si sono trovati davanti a tale scempio. Io, probabilmente come molti altri, se mi fossi trovato in quel museo e avessi visto Nativity in quelle condizioni avrei fatto di tutto per toglierlo di lì. O con le mie mani (in tutti i sensi!) o attraverso gli organi di polizia.
  3. Non si può e non si deve accettare che Habacuc possa ripetere ciò che ha fatto, nè alla Biennale dell'Honduras, nè MAI PIU'.
Quindi ora, anzi immediatamente, dovete unirvi alle centinaia di migliaia di persone che hanno già firmato la petizione per boicottare Guillermo Vargas Habacuc e non permettergli di partecipare alla biennale e non considerarlo mai più un artista nel vero-senso-della-parola!

Cliccando su questo link potete andare alla pagina per firmare la petizione on-line. Basta inserire il vostro nome, un indirizzo mail, la vostra città e la nazionalità. Nulla d'altro.

P.S. Grazie a Mary per avermi mandato la mail con le foto e avermi così ricordato di fare un post completo su questo squallido ed esecrabile episodio.


Pensavano veramente di guardare una forma di "arte"?

L'agonia continua






Probabilmente Nativity stava pensando:
"Ma è possibile che io sia invisibile ai vostri occhi?"

mercoledì 26 marzo 2008

Il "Circo degli orrori"....tanto per cambiare...





Notizia di ieri di Repubblica (e poi ripresa da molte testate, anche televisive): una famiglia di Bulgari (padre, madre e due figlie) era tenuta praticamente in schiavitù nel circo "Marino".
E proprio con l'accusa di riduzione in schiavitù, sono finiti in manette Enrico Raffaele Ingrassia, 57 anni, il figlio William, 33 anni, entrambi di Santa Croce di Magliano in provincia di Campobasso, e il genero Gaetano Belfiore, di 25 anni, di Lucera (Foggia). Tutti e tre titolari del circo "Marino".
Una delle figlie doveva rimanere in una vasca di acqua gelata, attorniata da piranha; l'altra figlia, minorenne, veniva tenuta in un contenitore dove le venivano gettati addossi dei rettili; i genitori dovevano montare-smontare il circo e portare i poveri animali da un luogo ad un altro del circo. Il tutto per 100,00 € al mese.
Notizia sicuramente da segnalare per la cattiveria e violenza dimostrata nei confronti di questa povera famiglia, ma non dobbiamo sottovalutare che tipo di trattamento potevano riservare queste sottospecie di uomini a tutti gli altri poveri esseri viventi che erano tenuti in gabbia in questo "circo degli orrori" e che, come la famiglia di bulgari, dovevano sicuramente subire le loro angherie e una crudeltà infinita.

Dovrebbe essere logico che ci sia indignazione da parte di tutti: un gruppo di vere bestie, come erano gli aguzzini proprietari del circo, che avevano ridotto in schiavitù un intero nucleo familiare, figuratevi come potevano trattare e sicuramente "violentare" le tigri, gli elefanti, le scimmie e tutte le altre creature che avevano avuto la sfortuna non solo di dover LAVORARE in un circo (cosa che già di per sè denaturalizza e sfinisce la "vita" - se di vita si può parlare quando è quella trascorsa in un circo- di qualunque animale), ma addirittura in un circo-lager, che non voglio nemmeno provare ad immaginare a quali sopraffazioni li abbia costretti.

Quindi ancora una volta, un appello indispensabile ed indiscutibile a boicottare qualunque circo utilizzi ancora degli animali, per far divertire sempre meno persone.
E chiediamo anche, con sempre più forza, lo stop delle sovvenzioni statali per far sopravvivere questi baracconi inutili, crudeli, violenti, inumani e senza più significato.
Fate del bene A VOI e Ai VOSTRI FIGLI, andate a vedere solo i circhi che non utilizzano ANIMALI.

Grazie

venerdì 21 marzo 2008

Buona Pasqua!



Un augurio di BUONA PASQUA / GOOD EASTER a tutti voi..... sperando che eviterete di abbuffarvi di troppa carne, in particolare di quella dell'agnello "sacrificale" (colore della scritta rosso sangue non a caso....), che a causa dei pedo-mangiatori (d'altronde l'agnello è un cucciolo, un "bambino"...... no?!?) vedrà terminare la propria vita dopo pochi mesi.

Rifletteteci sù........... per favore!

giovedì 13 marzo 2008

.... e poi un video: tutto da odiare!

Sono certo che non ci possono essere parole o scusanti per un atto e un comportamento del genere.
Che sia un marines americano, che sia un kamikaze-idiota-sfigato di qualche stato canaglia, che sia un militare italiano, che sia bianco, nero, rosso, giallo, verde, comunista, fascista, ebreo, europeo, mussulmano, cinese, canadese, giapponese, etc non fà alcuna differenza (a parte che in questo caso probabilmente interverrà duramente la giustizia militare americana).
Ogni atto così ignobile e schifosamente umano contro un cucciolo totalmente indifeso merita "solo" disprezzo (forse anche odio...) nei confronti di chi l'ha compiuto. Stop.

venerdì 7 marzo 2008

Un IMPORTANTE appello contro la caccia alle foche!



Come si fà a non amarli ?!?

The Humane Society of the United States


Non potevo non menzionare questa iniziativa CONTRO LA IMMORALE CACCIA ALLE FOCHE E CONTRO L'ACQUISTO DI PRODOTTI CANADESI.
Se anche una sola persona che visiterà il mio blog aderirà a questa iniziativa, per me sarà già un "successo" e comunque potrò pensare che a qualcosa serve questo mio spazio on-line.....
Come molte altre volte vi ho detto ci sono molti esseri viventi che hanno bisogno del nostro aiuto e sicuramente non possiamo far finta di nulla e girarci dall'altra parte sorridendo e pensando che non sono affari che ci riguardano perchè tanto è naturale che succeda!
E invece NO, a volte possiamo fare la differenza!
E non possiamo non prendere seriamente in considerazione la STRAGE, che a breve, verrà fatta di centinaia di migliaia di piccoli di foca.
E ovviamente, come molte altre volte accade per ciò che riguarda le atrocità che l'uomo perpetra nei confronti di altre creature (che HANNO LO STESSO NOSTRO DIRITTO DI VIVERE!), tale abominio verrà attuato solo perchè questi poveri, innocenti e stupendi cuccioli hanno una magnifica e calda pelliccia (Cazzo! Loro ne hanno bisogno, vivono a -30° -40°!) che verrà indossata da becere signore e ragazze fighette senza cervello e da piccoli ed insignificanti uomini stile "tronisti" o comunque modello "maria de filippiano" (che tristezza che sono....)!
Verranno atrocemente uccisi a colpi di bastone, di piccozze, di uncini che squarceranno le loro carni e li tramortiranno lasciandoli coscienti (Eh si, perchè una coscienza questi piccoli cuccioli sicuramente ce l'hanno, a differenza dei loro ASSASSINI e di COLORO CHE INDOSSERANNO LA LORO PELLICCIA!!!), sanguinanti ed immobili perchè con molta probabilità gli verrà spezzata la spina dorsale e semifracassato il cranio! (Ogni anno vengono uccisi oltre 300.000 cuccioli di foca!!!)
E loro, mentre la vita li sta lentamente abbandonando, continueranno a guardare i loro carnefici con i loro grandi e dolcissimi occhi neri sperando in un gesto di pietà........ pietà che però non arriverà.........
Vi consiglio anche di andare al link di un articolo uscito lo scorso anno su un magazine italiano....! Decisamente realistico!

E ora vi prego, dopo aver visto le foto qui sotto, rifletteteci tutti! E ricordatevi che anche voi potete fare qualcosa.
  1. Firmare l'appello della Lav
  2. Firmare l'appello della IFAW
Grazie,

Claudio.

FERMALI PRIMA CHE ...........
SIA TROPPO TARDI.........................!

lunedì 3 marzo 2008

Dopo la famosa isola di "Lost", ecco la triste "Isola di Plastica"...





Anche se la notizia è stata divulgata qualche settimana fà da quasi tutti i telegiornali e da qualche quotidiano, vorrei aggiungere la mia voce (seppur piccola) nel "denunciare" l'ennesimo SCEMPIO AMBIENTALE causato dall'uomo, o per meglio dire dalle attività dell'uomo.

Ho cercato di documentarmi un pò più approfonditamente e, riassumendo, ho scoperto che:
  1. Il nome che è stato inventato per questo fenomeno è "Pacific Trash Vortex", ovvero "Vortice di Spazzatura dell'Oceano Pacifico".
  2. Il fenomeno è già noto dal 1997, grazie alla scoperta casuale effettuata dal navigatore americano Charles Moore che, involontariamente, si è imbattuto in quest’area che sulle mappe nautiche è chiamata “il cerchio del Nord Pacifico” (North Pacific Subtropical Gyre), ovvero un vortice in cui l’oceano circola più lentamente per l’assenza di vento e un sistema di pressione atmosferica estremamente alta. L’area è una specie di deserto oceanico, dove la vita è ridotta solo a pochi grandi mammiferi o pesci. E' anche per questo che tale zona è poco conosciuta anche dagli stessi naviganti.
  3. Si dovrebbe, anzi si deve parlare di 2 ISOLE, perchè si tratta di due masse distinte: una “massa di rifiuti occidentale” che va da 50 miglia nautiche al largo della California fino alle Hawaii (mossa da correnti marine che si muovono in senso orario) e di una “massa di rifiuti orientale” che va dalle Hawaii fin quasi al Giappone (mossa da correnti marine che si muovono in senso antiorario), come potete vedere anche dalle immagini che ho inserito.
  4. Dai biologi marini è anche denominata "zuppa di plastica".
  5. Dalle ultime misurazioni, sembra che questa maledetta isola: abbia un diametro di 2.500 Km, uno spessore che varia dai 10 ai 30 mt. e sia composta da 4 milioni di tonnellate (per alcuni: ma la cosa è poco credibile visto l'enorme diametro di questo fenomeno) o, cosa più probabile, da 100 milioni di tonnellate di rifiuti.
  6. L'80% di tali rifiuti è composto da plastica.
  7. Questa enorme massa ha probabilmente iniziato a formarsi negli anni '50.
  8. Oltre l'80% del pattume che forma le due isole arriva dalle attività umane dei vari continenti e il restante 20% dalle navi mercantili, da quelle private e dai pescherecci.
Ecco qua.
Ora potete prendere visione, in maniera molto semplice e schematica, delle dimensioni e della gravità di tale situazione causata ESCLUSIVAMENTE dalle attività umane.
Questo è lo schifo che siamo in grado di creare noi umani evoluti e proiettati nel futuro , che però non siamo nemmeno capaci di vivere il presente e preservarlo per poterlo vivere in futuro: per noi e SOPRATTUTTO per le generazioni future.
Milioni di tonnellate di materie plastiche che hanno invaso, negli ultimi decenni, i nostri mari e i nostri oceani. Senza considerare il fatto che non si sa quale sia la quantità di tali materie NON BIODEGRADABILI che si sono frantumate e sminuzzate ed hanno invaso i fondali causando la morte di pesci, mammiferi marini, flora acquatica e ogni altro organismo e abitante dei nostri bistrattati mari o oceani. Quindi inizia a farsi pressante (ma forse è GIA' TARDI!) il dovere di farci un bell'esame di coscienza e cominciare a ridurre la produzione di materie plastiche e di ogni altro genere di prodotti che per la loro distruzione hanno bisogno di centinaia di anni.
I rifiuti, la loro raccolta e tutti i problemi ad essi collegati si possono "combattere", tra le altre cose, solo riducendone la produzione e pensando ad una revisione del packaging (basterebbe farli molto più minimalisti o, per meglio dire, ECOCOMPATIBILI!) di tutti i prodotti industriali e non.

Pensiamoci!

domenica 17 febbraio 2008

Marica, Jodie e Bud

Ma guardate che spettacolo di cucciolo di Australian Shepherd dog che è Bud.
Ora Marica, per accudire il suo bellissimo Jodie (il cavallo per intenderci...), ha un aiutante molto preciso e serio..... insomma un FIDO (non a caso...) SCUDIERO! ;)))


mercoledì 13 febbraio 2008

Uno dei TANTI e TROPPI video che dovrebbero farci vergognare di definirci "esseri umani" !

Questo post lo sto scrivendo oggi che è il 13 febbraio ma lo pubblicherò non a caso domani (quindi oggi, per voi oh lettori....) che è il 14 febbraio, giorno di San Valentino perchè soprattutto loro, i nostri AMICI ANIMALI, hanno bisogno di tutto l'AMORE che siamo capaci di dare.
Tralasciando quindi ogni critica (giusta o sterile che sia) su questa giornata "dedicata" a festeggiare l'amore a livello globale vi propongo di guardare questo video sul maltrattamento dei cavalli durante il loro trasporto dalla Spagna all'Italia: tragitto che li porterà in uno dei tanti mattatoi italiani.
Purtroppo
molte persone in Italia si nutrono di carne di cavallo (uno degli animali più affascinanti ed intelligenti) e di conseguenza ci sono intere zone della Catalogna spagnola che allevano questi nobili animali con il solo, successivo scopo di esportarli in Italia per farne carne da macello.
E, a parte il mio totale dissenso riguardo al cibarsi di carne equina, la cosa che fà più rabbia è la mancanza totale di umanità di coloro che effettuano questi trasporti: questi LERCI individui sicuramente considerano quei poveri cavalli (sottolineo che lo stesso trattamento crudele e spietato è riservato anche a tutti gli altri animali da macello!) solo delle bestie a cui non è dovuto nessun rispetto.

E invece proprio qui sta il punto: ogni essere vivente ha DIRITTO ad essere rispettato e trattato con umanità.
Ricordatevelo tutti !



sabato 9 febbraio 2008

E per oggi un'animazione troppo bella!

Dopo averla vista su uno dei miei siti preferiti, non ho saputo resistere dal metterla nel mio blog..... Chissà, magari farò una rubrica anche di video divertenti o belli....

Buona visione !

domenica 27 gennaio 2008

Un'altra spettacolare galleria di immagini....reali e non!

Oggi vi rimando ad una galleria di immagini o photogallery, che dir si voglia, che ho trovato, come link, su un blog senigalliese.
Alcune sono assolutamente affascinanti, altre stupende, carine, simpatiche, fighe, divertenti, sexy, strane, contorte, etc.
Una di quelle che mi ha colpito di più, anche per il mio spirito animalista, l'ho messa qui sotto.

Che ne dite?


mercoledì 9 gennaio 2008

Ecco a voi una lettera-resoconto che ho trovato in rete...

Qui sotto ho messo una lunga ma significativa lettera del Capitano Paul Watson a bordo della nave Steve Irwin, partita dall'Australia per andare a "CACCIA" delle baleniere giapponesi che uccideranno decine di MONUMENTI naturali.
Si, perchè le BALENE SONO VERAMENTE DEI MONUMENTI DELLA NATURA!
C'erano prima di noi e sicuramente, le spero con tutto il cuore, ci saranno anche dopo che noi, se continuiamo così, ci autodistruggeremo; a meno che nel nostro pensiero malato di umani-che-tutto-possono-per-il-loro-tornaconto non faremo in modo che tutte le altre creature sensibili (COSA AFFERMATA ORA E FINALMENTE ANCHE DALLA COMUNITA' EUROPEA) non facciano la nostra stessa triste sorte......

Anche se è una letterea un pò lunga, provate comunque a leggerla.

Grazie.


La caccia agli assassini di balene ricomincia | 08/01/2008

Fonte notizia

Argomento: Caccia e pesca
Notizia da: Sostegno a Sea Shepherd in Italia

La Steve Irwin inizia il nuovo anno alla caccia dei pirati delle balene.

Resoconto del Capitano Paul Watson a bordo della nave Steve Irwin

Finalmente la nave "Steve Irwin" della Sea Shepherd puo' tornare nei remoti mari del Sud a caccia dei killer delle balene.

È stata una settimana frustrante, ma grazie ad un incredibile sforzo da parte di alcuni membri dell'equipaggio e di alcuni sostenitori a terra, la nave Steve Irwin può contare finalmente su un motore efficiente al 100% e possiamo quindi riprendere la ricerca della flotta di baleniere giapponesi.

È stata senza dubbio una decisione difficile quella di ritornare a metà dicembre qui a Melbourne dopo aver raggiunto le coste dell'Antartico. Avremmo potuto continuare il viaggio con un solo motore, che ci avrebbe permesso di raggiungere una velocità massima di 14 nodi, ma avevamo bisogno di una velocità più elevata per stare dietro alle navi giapponesi e ciò sarebbe stato possibile solo con entrambi i motori funzionanti.

E quindi siamo tornati la notte della vigilia di Natale a Williamstown vicino a Melbourne. Chris Aultman ha fatto un ottimo lavoro procurando le parti necessarie per le riparazioni che sono state ordinate in Scozia e sono costate ben 30.000 sterline inglesi, e che ci attendevano al nostro ritorno.

Il capo ingegnere Charles Hutchings ha effettuato le riparazioni in un solo giorno per poi scoprire che il danno era ben più grave di quello che si pensava. Chris Aultman ha quindi contattato l'agente locale della ABB Ltd., il signor John Thomson, che stava godendosi le sue vacanze sulla spiaggia. Il giorno dopo è venuto subito a vedere il danno e l'ABB aveva pronto il pezzo da sostituire a Zurigo, che e' stato cosi' caricato su un volo in sole tre ore. Mr. Thompson è arrivato la mattina del primo gennaio e ha installato il pezzo. Non sappiamo il costo effettivo dell'unità sostituita poiché l'ABB manderà il conto solo in seguito; abbiamo ragione di pensare che il costo sarà alquanto elevato, ma era l'unica cosa da fare.

Le conseguenze del ritorno in porto a metà campagna con un equipaggio di volontari erano da immaginare ed infatti molti dei membri dell'equipaggio ci hanno lasciato. I primi ad andarsene sono stati Fern Holland e Rob Langstaff per un mal di mare cronico. Mihirangi, Brad Axiak, e Simon King hanno invece dovuto abbandonare la campagna a causa d'impegni già fissati per febbraio. Mihirangi perché è una musicista nota e ha un tour che partirà all'inizio di febbraio, Simon deve operarsi al ginocchio e l'intervento era già programmato da tempo, mentre Brad ha un matrimonio. Tutti e tre sono congedati con onore.

E poi ci sono i soliti la cui esperienza di una vera campagna non combacia con la visione romantica che avevano. Salvare balene vuol dire stare su una nave e lavorare in base ad una gerarchia presente all'interno. Per alcuni questo concetto è sconosciuto, soprattutto a quelli che non sono stati mai per mare. Quindi sei volontari se ne sono andati per non aver visto soddisfatte le proprie aspettative. E questa è sicuramente una buona cosa. Non possiamo aspettarci da queste persone che rischino le proprie vite quando non sono in grado di tollerare o sopportare gli inconvenienti, gli ordini pratici, la disciplina necessaria e la realtà delle operazioni quotidiane a bordo.

Ciò che voglio dire è che ora possiamo contare su pochi volontari ma sicuramente più motivati. Suppongo che possiamo guardare al primo viaggio verso l'Antartico come un modo per collaudare l'equipaggio e per vedere chi era davvero motivato, poiché la motivazione sarà necessaria se vogliamo fare la differenza quando scoveremo le baleniere giapponesi.

Come ha detto il Primo Ufficiale Peter Brown rispondendo all'equipaggio in partenza "Penso che alcune persone si stiano rendendo che questo non è un campo scuola estivo."

La verità è che questa missione è fatta di assoluta devozione e motivazioni profonde. Non si tratta di retorica quando diciamo che siamo disposti a rischiare la nostra vita per proteggere le balene. Lo abbiamo fatto svariate volte e continueremo a farlo. Non siamo spaventati dalla possibilità di perdere la nostra nave e di morire, e vi dirò il perché.

Solchiamo i mari come guardiani in difesa di alcuni degli esseri viventi più intelligenti e incredibili al mondo – navighiamo per salvare vite e opporci a un'orribile crudeltà e navighiamo contro un'opposizione spietatamente violenta e malvagia - quella dei cacciatori di balene giapponesi, tutti memmbri di una struttura controllata dalla Yakuza (la mafia giapponese) e a bordo di una delle più grosse piattaforme della morte mai costruite. La Nisshin Maru è la Stella della Morte Cetacea, è la nave più orribile presente nei nostri oceani attualmente. Deve essere distrutta se vogliamo che le balene vivano.

C'e' un migliaio di esseri intelligenti, socialmente complessi e affascinanti, cittadini di questo pianeta, la cui vita sara' orrendamente spezzata dagli arpioni brutali dei giapponesi. Le balene stanno morendo in questo preciso momento, spargendo il loro sangue caldo nelle gelide acque degli Oceani del Sud, massacrate in una zona nota come Santuario delle Balene e uccise senza alcuna ragione se non quella di appagare l'orgoglio nazionale giapponese.

Sono esseri senzienti che non ci hanno mai causato sofferenza o dolore ma che al contrario ci hanno allietato con la loro bellezza e riempito i cuori d'ammirazione. E possono insegnarci molto di più se solo accettassimo che sono esseri dotati di percezioni e di un'incredibile intelligenza. Sono uguali a noi e devono avere il nostro rispetto e il diritto di vivere senza essere toccati dall'orrore della violenza umana.

Gran parte della persone sono conquistate dalle balene, specialmente quelle che hanno avuto la possibilità di vederle. Per molta gente, vedere una balena è un'esperienza che può cambiare la vita.

Durante la mia vita ho avuto il privilegio di poter nuotare e comunicare con molte balene. Sono la mia famiglia, le mie amiche, tesori viventi per gli Oceani, in effetti sono la vera anima e mente dei mari e come marinaio da lungo tempo, subacqueo e surfista, ho il dovere di fare tutto ciò che è in mio potere per proteggerle dalla malvagità della parte più oscura dell'umanità.

E quindi andiamo per mare con l'intento d'intervenire contro il crimine ingiusto e orribile contro un essere innocente e senziente. Non lo facciamo per essere testimoni di un'atrocità, né per documentare il massacro delle balene, ma per fermare questo massacro. Navighiamo non per commettere violenza ma per prevenirla.

E forse questo potrà essere realizzabile solo attraverso il sacrificio delle nostre vite e della nostra libertà. Questo è il motivo per cui rischiamo la nostra vita nel tentativo di fermare questo crimine. Dobbiamo fare come scrisse Walt Whitman in un suo poema – rischiare la nostra nave, la nostra vita e tutto il resto!

Mi chiedono spesso se sono pronto a morire per una balena. Non è facile dare una risposta. Quando avevo vent'anni non esitai un attimo e bloccai gli arpioni senza preoccuparmene. Quando si è giovani non si pensa di morire quando si fanno certe cose, solo dopo un'attenta riflessione si pensa ad avere un po' più di prudenza. Tuttavia negli anni qualche volta ho esitato, o sono stato cauto e guardingo, due cose che in realtà possono ucciderti.

È una condizione che io chiamo "non essere piu' in grazia con il mare". Ed è una condizione pericolosa e io purtroppo a volte lo dimentico.

Quando uno è in grazia con il mare, il mare ti diventa amico, protettore e guida. Diventiamo nello spirito, i figli e le figlie di Poseidone. Non dobbiamo aver paura del mare. Non dobbiamo temere nessuno dei suoi abitanti e non dobbiamo avere il timore di sbagliare. Andiamo col mare e lasciamo che ci guidi e che ci conduca al nostro obiettivo. In cambio il mare non ci chiede altro che coraggio e rispetto. Se solo uno di questi viene meno, le conseguenze saranno disastrose.

Potrà sembrare sciocco a gran parte delle persone, ma vi sono molti marinai e sempre più surfisti e subacquei che sanno bene di cosa sto parlando.

E quanto diventa più nobile e dignitoso combattere e rischiare la propria vita per preservare una specie, prevenire l'estinzione delle creature che popolano questo pianeta da decine di milioni di anni prima che arrivassimo noi e iniziassimo ad ucciderle. Certamente ne vale la pena tanto quanto andare in guerra per possedimenti, religione e risorse, le tre cose alla base di gran parte dei conflitti umani e che hanno provocato la morte di centinaia di milioni di uomini nei secoli. La società conferisce medaglie alle persone che combattono in tali conflitti ma etichetta come pazzi quelli che combattono per preservare la vita.

Come dice il testo della canzone dei Red Hot Chili Peppers, "Potrei morire per te". Per quello che è l'ultimo impegno d'amore – l'essere pronti a morire in difesa di un altro o per altri – la più grande espressione di coraggio e altruismo che si possa dimostrare.

Amo questa Terra e amo i suoi oceani in modo particolare. Dal giorno in cui da ragazzo mi sedevo sul porto di Passamaquoddy Bay, fino a oggi che comando questa nave negli Oceani del Sud in rotta per dare battaglia ai pirati malvagi che vanno a caccia di balene, ho servito il mare con tutta la mia forza e il mio coraggio. E il mare è stato buono con me e come risultato non ho mai perso un membro dell'equipaggio per morte accidentale o gravi ferite, e non ho mai causato la morte o il ferimento dei miei avversari. Ma c'è un prezzo, perche' il mare è un duro padrone, ma è un prezzo che ho deciso molti anni fa di accettare, perché le gratificazioni ricevute sono valse le pene sofferte, e mantenere in vita il cuore del mare è il più grande contributo che possa immaginare di lasciare in eredità al futuro... e, si', potrei morire per questo.

Fonte:
Sea Shepherd, The Hunt for the Killers Resumes , 2 gennaio 2008

martedì 4 dicembre 2007

Un altro scempio.... per il Natale!

Ieri sera stavo guardando il Tg5 e una notizia (brutta) ha attirato la mia attenzione.
Stavano facendo vedere il servizio sul taglio dell'albero che campeggerà, allestito ad hoc in Piazza S. Pietro, durante il periodo natalizio.

Un "dono" proveniente, quest'anno, dal Trentino Alto Adige. Mentre lo scorso anno era stato regalato dalla Calabria che aveva provveduto anche al trasporto, di cui potete vedere due immagini qui sotto.







Qui sotto ho messo pure il comunicato stampa della regione Trentino dove annunciano che sono stati stanziati ben 30.000 € per il trasporto e l'allestimento dell'abete in Piazza S. Pietro


COMUNICATO STAMPA – PRESSEMITTEILUNG

DALLA VAL BADIA L’ALBERO DI NATALE CHE ILLUMINERA’ PIAZZA S. PIETRO

Riunita oggi a Bolzano, la Giunta regionale ha iniziato l’esame del bilancio di previsione dellaRegione per il 2008 che sarà licenziato nella prossima seduta, in programma il 23 di ottobre. Proverrà dai boschi della Val Badia l’albero di Natale che illuminerà Piazza S.Pietro a Roma durante le prossime festività natalizie. Si tratta di un’iniziativa della Regione, in collaborazione con il Comune di San Martino in Badia, per la quale la Giunta ha stanziato oggi 30.000 euro, che serviranno per il trasporto e per l’allestimento dell’albero.




Ora mi chiedo che bisogno c'è di TAGLIARE un albero di oltre 2 secoli (si, avete letto bene un albero di ben 200 ANNI) che se ne stava beato e pacifico nel suo bosco, senza rompere le palle a nessuno (si, questo è un mio vizio di umanizzare le forme di vita, ma non credo che sia peccaminoso, no ???), solo per essere posto in una delle più belle Piazze del Mondo, ovvero Piazza S. Pietro, per poi essere tolto tra un mese e finire, presumo, come legname in qualche camino o altro. Che diavolo di messaggio può ricevere la gente da un atto del genere? E lo stato del vaticano dovrebbe essere il primo a dire basta con queste cazzate! La Terra non riesce più a sopportare la nostra presenza e noi continuiamo ad infliggerle delle ferite!
Si perchè secondo me tagliare un abete di 200 anni significa far del male al bosco da cui è stato tolto, agli animali che lo usavano come riparo e a noi che così facendo ci siamo privati (non è importante il fatto che sia "un solo albero" se così si può dire....).


Quindi, caro papa Ratzinger, per il prossimo anno, in una delle tue apparizioni dalla finestra del Vaticano, prova a ricordare a tutte le regioni italiane o ai paesi esteri che ti donano un albero per il Natale di NON FARLO e magari digli che non serve più perchè te ne sei comprato uno finto ma che ti durerà per decenni, ok??

Grazie papa Ratzinger.


Cla


Non potevo non inserire questa info che ho trovato in un post di un blog che ho scovato in rete... un breve post che merita di essere letto!! Ecco il link di www.cappellate.com

martedì 20 novembre 2007

Leggete bene!!! Dal sito della LIMAV - Medici Internazionali CONTRO la Vivisezione

Subito un pò di foto che potete consultare, per RENDERVI CONTO DI CIO' CHE ACCADE DURANTE LE SPERIMENTAZIONI, al seguente link

http://www.mediciinternazionali.org/photo/vivisezione.htm

Dopo averle viste mi è venuta in mente solo una cosa:
SPERO CHE A TUTTI COLORO CHE PRATICANO LA VIVISEZIONE, E ANCHE E SOPRATTUTTO A COLORO CHE INFLIGGONO TORTURE O "SEMPLICI" CATTIVERIE ED ANGHERIE AD ALTRI ESSERI, SIA DATA LA POSSIBILITA' (IN NOME DELLA SCIENZA, E' LOGICO...........) DI ESSERE TRATTATI CON LA STESSA "CURA" CON CUI LORO TRATTANO GLI SFORTUNATI ANIMALI CHE FINISCONO SOTTO LE LORO MANI E ANCHE CON LA QUALE SI PROPUGNANO I SALVATORI DELL'UMANITA'....

Ed ora un documento "programmatico"che vi riporto per intero dal sito www.mediciinternazionali.org


L'antivivisezionismo scientifico combatte la vivisezione criticandola perché ritenuta una pratica scientificamente non valida, trascurando nelle sue considerazione tutti gli aspetti etici perché la non validità scientifica della vivisezione può prescindere da essi. Inoltre oltre a non avere valore scientifico per le ragioni esposte di seguito, la sperimentazione animale è anche una pratica pericolosa, che conduce a risultati spesso catastrofici per la salute umana.
La critica scientifica alla vivisezione è esercitata da persone che lavorano direttamente nel campo medico-scientifico, quindi scienziati, medici e ricercatori.

La prima considerazione avanzata si basa sul fatto che uomo e animale, qualunque animale, presentano differenze tali da non poter essere utilizzati l'uno come modello dell'altro. Lo stesso vale anche per le specie animali tra di loro, nessun animale, nemmeno un ceppo di animali appartenenti alla stessa specie, può fungere da modello per un altro ceppo e tanto meno per un'altra specie. Le differenze sono evidenti sul piano anatomico, fisiologico, metabolico e così via, conseguenza nella differenza del patrimonio genetico che è unico di ogni specie. Persino l'animale con cui condividiamo il 98% dei nostri geni è incredibilmente diverso da noi.
La presenza di analogie, come il fatto di avere una bocca e due occhi, o di avere un fegato e dei reni, non è sufficiente sul piano scientifico per utilizzare specie diverse come modello per un'altra.
Infatti dietro a queste grossolane somiglianze vi sono meccanismi metabolici, fisiologici, chimici che sono altamente specie-specifici e a volte variano persino da individuo a individuo all'interno della stessa specie, tanto che gli esperimenti vanno eseguiti su un campione rappresentativo di soggetti per ovviare alle differenze individuali.
Come si può allora pretendere di estrapolare i risultati dei test su animali per applicarli all'uomo, e in base a quale criterio si sceglierà la specie animale da utilizzare?
La divisione in due categorie uomo e animale è del tutto fuorviante in questo senso, in quanto fa pensare che nell'insieme "animale" tutti i componenti siano tra loro equivalenti. Il principio che sottende a questa distinzione non è di carattere scientifico, ma è dettato da una distinzione morale che esclude gli animali dalla sfera etica e quindi li rende disponibili come soggetti sperimentali, creando un grande calderone dal quale attingere, e in questo senso un animale vale l'altro.


Gli esperimenti sugli animali non possono quindi condurre a nessuna conoscenza per quanto riguarda l'uomo, possono invece rallentare o impedire l'avanzamento della scienza in questo campo quando non sono addirittura dannose, come si è continuamente verificato nella storia della medicina.

I test di sostanze o farmaci eseguiti su animali danno risultati viziati da un errore metodologico di fondo, ovvero l'utilizzo del modello animale per l'uomo, e in più non rispondono ai criteri di validità e riproducibilità. La risposta dell'animale ad un dato stimolo dipende largamente dalle condizioni sperimentali come l'età dell'animale, il sesso, l'illuminazione della stanza, l'alimentazione, la temperatura e così via. Una stessa sostanza somministrata in condizioni diverse può portare a risposte del tutto dissimili. La finalità del test sull'animale è quella di ottenere delle indicazioni che predicano il risultato che la sostanza testata, piuttosto che la tecnica chirurgica utilizzata, avranno poi sull'uomo. Ma il risultato che si ottiene sarà valido solo per quella specie animale sotto quelle determinate condizioni in cui si è svolto l'esperimento, non potrà essere esteso all'uomo per le ragioni sopra descritte. Lo scopo dell'esperimento viene perciò eluso, ciò che si voleva scoprire non è raggiungibile con questo metodo. L'unica cosa che potrà essere stabilita sarà, dopo che la stessa sostanza verrà somministrata ad un essere umano, se l'uomo e l'animale hanno reagito similmente o meno, ma questo solo dopo aver osservato la risposta dell'uomo e averla paragonata con quella dell'animale. E anche ammettendo che la reazione risulti essere simile, lo sarà solo per quella particolare sostanza o tecnica chirurgica sperimentata sotto quelle particolari condizioni, e non generalizzabile ad altre sostanze o a condizioni sperimentali diverse.

La previsione degli effetti non può essere raggiunta con questa metodologia, che rappresenta solamente un passo inutile e dispendioso e fuorviante nella ricerca. La sperimentazione animale non è predittiva in alcun modo per l'uomo.
Inoltre può succedere che sostanze potenzialmente utili per l'uomo vengano scartate perché risultate tossiche per l'animale da esperimento. Un esempio eclatante è rappresentato dalla cangerogenicità del fumo, ritenuto innocuo per l'uomo nonostante le evidenze epidemiologiche, perché gli animali da esperimento utilizzati per indagarne la tossicità non sviluppavano il tumore.
I vivisettori e le case farmaceutiche sono ben più che consapevoli che ciò che vale per un animale non vale necessariamente anche per l'uomo, e a seconda dei loro interessi sfruttano questa ambiguità a loro vantaggio. Se hanno interesse ad introdurre una sostanza sul mercato, sosterranno che il test sull'animale non è in grado di provarne gli effetti sull'uomo, riuscendo così a uscire incolumi da eventuali processi dovuti alla tossicità dei farmaci messi in commercio.

La sperimentazione animale è quindi una miniera d'oro per le case farmaceutiche, che permette loro di introdurre sul mercato qualsiasi tipo di sostanza senza doverne poi pagare le conseguenze in caso di catastrofe. I disastri della vivisezione hanno comportato milioni di morti dovuti alla tossicità di farmaci, e milioni di bambini nati malformati a causa della teratogenicità di alcune sostanze assunte dalle madri in gravidanza, risultate però innocue sugli animali da esperimento. Il caso forse più famoso a proposito è quello del talidomide o contergan, messo in commercio come "tranquillante innocuo, adatto soprattutto alle gestanti". Senza considerare che la quinta causa di morte negli USA è dovuta alla iatrogenicità dei farmaci.

Le ragioni per sperimentare sugli animali però esistono e sono prevalentemente di tipo economico. Grazie alla vivisezione le case farmaceutiche possono tutelarsi nel caso i loro farmaci provochino danni alle persone che li assumono, dichiarando che la sperimentazione sugli animali prevista dalla legge non ha sortito effetti simili. Solo negli ultimi undici anni in Italia sono state ritirate dal mercato più di 22.000 specialità farmaceutiche, perché rivelatesi non idonee o pericolose, nonostante la sperimentazione animale avesse garantito la loro innocuità.

Anche l'istituzione universitaria comporta che la vivisezione sia una pratica largamente in uso, infatti per far carriera in questo ambito ci si basa sul numero di pubblicazioni prodotte, e l'utilizzo di animali rappresenta la via più facile e veloce, senza dare importanza al fatto che gli ciò che viene scoperto sia poi di qualche utilità per l'uomo. Inoltre la vivisezione è un business che fa girare miliardi di euro, esistono multinazionali che allevano animali adatti alla sperimentazione, che rispondono cioè a determinati canoni standard. Poi vi sono le industrie produttrici di cibi standard, di gabbie di contenzione, di stabulazioni, ditte addette ai trasporti e così via.