venerdì 29 febbraio 2008

Romantico Rembrandt

Probabilmente REMBRANDT Harmenszoon Van Rijn è il più importante pittore dell'arte olandese e tra i più importanti dell'Europa del XVII secolo.
Egli visse pienamente la sua vita (a volte anche sperperando i suoi averi...) e realizzo centinaia di dipinti (tra i quali circa 100 ritratti) e migliaia di disegni (tra i più struggenti e realistici vi sono quelli che disegnò della sua prima moglie, Saskia, durante la malattia che la condusse ad una prematura morte).
Il suo più grande esempio artistico fù Caravaggio, del quale studiò il sapiente e geniale utilizzo della luce e delle ombre, traendone una tecnica pittorica tutta sua che fece del chiaro-scuro uno dei suoi tratti più salienti per poter rappresentare e raggiungere pittoricamente "il movimento più grande e naturale" come egli stesso disse.

Oggi ho inserito due suoi dipinti, un Autoritratto e una splendida tela mostra tutta la capacità e la genialità del pittore olandese nel "giocare" con la luce, le ombre e i sentimenti umani.




Autoritratto (1640)
REMBRANDT Harmenszoon Van Rijn (Leida, 15 luglio 1606 – Amsterdam, 4 ottobre 1669)
olio su tela, 102 × 80 cm
Londra, National Gallery





Lezione di anatomia del dr Nicolaes Tulp (1632)
REMBRANDT Harmenszoon Van Rijn
Olio su tela, cm. 100 x 134
Mauritshuis, La Haya

mercoledì 27 febbraio 2008

Ciao Francesco, ciao Salvatore.



Un semplice CIAO a Ciccio e Tore, i piccoli Francesco e Salvatore Pappalardi.

lunedì 25 febbraio 2008

LA GIOCONDA DI LEONARDO DA VINCI


Particolare del viso della Gioconda

Oggi vi presento uno dei più famosi dipinti (se non il più famoso!) della Storia dell'Arte mondiale, "La Gioconda" di Leonardo da Vinci.
Forse qualunque parola o descrizione che potrei aggiungere su tale mirabile opera potrebbe risultare totalmente inutile o comunque già scritta e quindi preferisco non addentrarmi in diatribe e argute osservazioni e preferisco parlarvi di due curiosità che riguardano il "rapporto" tra me e la mitica "Gioconda".
Come vi avevo anticipato nel post sulla Venere di Botticelli, quando andai a Firenze per visitare gli Uffizi ho dormito proprio nell'Hotel "La Gioconda", famoso per aver "ospitato", agli inizi del '900, un certo Vincenzo Perugia, un italiano impiegato al Louvre da cui rubò la Gioconda e che proprio in questo albergo la nascose, in attesa di venderla ad un mercante d'arte.
Per tale furto all'inizio furono addirittura accusati il poeta francese Guillaume Apollinaire e in seguito anche Pablo Picasso, che però risultarono estranei al fatto.
Solo nel 1913 il famoso quadro fù ritrovato, appunto, a Firenze sempre in possesso di questo Vincenzo Perugia.
Ma la mia più bella "esperienza" con questo quadro l'ho avuta quando, in occasione di una vacanza a Parigi, sono andato a visitare anche il Museo del Louvre.
Con altri miei amici stavamo girovagando per il museo quasi a caso e incontrando un addetto gli avevamo chiesto dove fosse la Gioconda, e lui ci aveva gentilmente risposto che si trovava lì vicino. Dopo pochi passi ci siamo trovati all'inizio di uno dei famosi corridoi di questo eccezionale museo, alla "disperata" ricerca della "Signora dal sorriso enigmatico e misterioso". Davanti a noi si allungavano pareti di decine di metri di lunghezza e di molti metri di altezza, letteralmente tappezzate di quadri di ogni dimensione, epoca e qualità. Dopo averlo percorso per intero cercando una stanza nella quale potesse essere custodita la Gioconda, senza però trovarla, abbiamo percorso di nuovo tutto il corridoio. Ad un tratto, guardando sulla mia destra, mi ha colpito il fatto di vedere una teca in vetro con allarme (cosa strana dato che tutte le altre opere erano solo appesa ai muri...) che conteneva un dipinto che però non riuscivo a vedere perchè c'erano dei riflessi.
Mi sono avvicinato, mettendomi nella giusta posizione et voilà (un poetico accenno alla Francia!): la mitica (quasi mitologica) Gioconda di Leonardo da Vinci era lì, davanti a noi in tutto il suo splendore e fascino, in tutta la sua complessità iconografica ed iconologica e in tutta la sua semplicità.
E una domanda mi ha subito assalito: ma com'è possibile che uno dei dipinti più discussi, copiati, ricercati, preziosi e unici che un uomo abbia mai realizzato, sia stato affisso in mezzo a centinaia di altri dipinti sconosciuti o semisconosciuti, tanto da renderlo quasi mimetizzato in mezzo ad essi?
Magari una spiegazione logica c'è o per lo meno c'era, anche perchè il problema non si pone più, visto che da alcuni anni (e direi finalmente!) è stata dedicata un'intera stanza solo alla Gioconda di Leonardo.
Cosa giustissima, anche perchè una bella signora come la Monna Lisa non si merita forse una stanza tutta per lei?!?



La Gioconda o Monna Lisa (1503-1506)
Leonardo da Vinci (Vinci, 15 aprile 1452-Castello di Close-Lucè, 1519)
Olio su tavola , 77 × 53 cm
Parigi, Museé du Louvre

NICOLA PIOVANI al Teatro Goldoni di Corinaldo!

Martedì 4 marzo Teatro "C. Goldoni" di Corinaldo - ore 21.15


Nicola Piovani con l'OSCAR vinto per la Colonna Sonora di
"La Vita è Bella" di Roberto Benigni (1997)


Nicola Piovani, direttore d'orchestra

Proprio il 4 marzo era previsto lo spettacolo "Concha Bonita", una commedia fantastica musicale con musiche e arrangiamenti di Nicola Piovani e la regia di Alfredo Arias.
Purtroppo (o potremmo dire per fortuna....?) questo spettacolo è saltato per problemi relativi alla compagnia teatrale, ma è stato prontamente e DEGNAMENTE sostituito con un "CONCERTO PER QUINTETTO" che vedrà proprio NICOLA PIOVANI, il Premio Oscar 1997 per la Migliore Colonna Sonora per il film "LA VITA E' BELLA" di ROBERTO BENIGNI, esibirsi al pianoforte oltrechè, ovviamente, dirigere il quintetto.

Questa la scheda dello spettacolo del 4 marzo:

Concerto in quintetto


Nicola Piovani, pianoforte

Marina Cesari, sax e clarino
Pasquale Filastò, violoncello e chitarra
Gianluca Pallocca, contrabbasso
Cristian Marini, batteria / percussioni / fisarmonica


Il “Concerto in quintetto” propone brani scritti per il cinema, per il teatro, per concerto, appositamente rivisitati, riarrangiati da Nicola Piovani in versione da piccolo gruppo di solisti, fra i quali spicca innanzitutto il ruolo del pianoforte, suonato dall’autore. Rispetto ai concerti di ampio organico orchestrale, il “Concerto in quintetto” è anche una riflessione più intima e flessibile, un concerto che molto punta sulla cantabilità dei singoli strumenti - il sassofono, il violoncello, la fisarmonica - ma anche sulla duttilità ritmica di un organico agile, che permette all’invenzione solistica di rivelare lati nascosti fra le pieghe di partiture destinate all’origine a un repertorio corale, collettivo.


Insomma, rinunciare (forzatamente) ad una prevista, famosa e sicuramente interessantissima Commedia Musicale per un "semplice" Concerto in Quintetto, potrebbe sembrare riduttivo e un pò deludente, ma avere la fortuna di poter assistere (ascoltare!) uno dei maestri della musica orchestrale italiana (che ha realizzato colonne sonore per ben 133 film) suonare dal vivo al suo pianoforte, sicuramente ripagherà appieno della cancellazione di "Concha Bonita".

Quindi l'appuntamento per tutti gli amanti e i curiosi del teatro e della musica è per martedì 4 marzo 2008 al Teatro "C. Goldoni" di Corinaldo.

Per Info potete contattare, come sempre, la Pro Corinaldo allo 071 679047.

P.S. Chissà , magari per la prossima stagione teatrale riusciremo ad avere come ospite il toscano Dario Marianelli a cui questa notte è stato assegnato il Premio Oscar alla Miglior Colonna Sonora 2008 per il film "Espiazione" di Joe Wright, tratto dall’omonimo romanzo best-seller di Ian McEwan.....

venerdì 22 febbraio 2008

FULL MONTY: per i vostri occhi!



Domenica 9 marzo Teatro "C. Goldoni" di Corinaldo ore 21.15.

Sono questi la data, il luogo e l'ora della prima "nazionale" della riduzione teatrale, a cura del Laboratorio a Scena Aperta diretto da Vittorio Saccinto, di "The Full Monty: squattrinati organizzati", messo in scena (anche se il 9 marzo) proprio in occasione della Festa della Donna dell'8 marzo (che, per inciso, è anche il mio compleanno!).
Sei "pazzi ragazzi" si sono messi in gioco in questo spettacolo teatrale amatoriale, tratto da uno dei maggiori successi cinematografici della fine degli anni novanta (1997) diretto da Peter Cattaneo, dove un gruppo di disoccupati della ex-cittadina industriale di Sheffield, stanchi di trascorrere il loro tempo all'ufficio di collocamento in attesa di un lavoro, per tirare su un pò di soldi, si "inventa" un improbabile quanto "sexy", irriverente e divertente spogliarello finale.
Tra gag esilaranti, sagaci dialoghi e amare constatazioni di vita si dipana tutta la vicenda di questa commedia, fino allo show finale che vede i sei protagonisti esibirsi nel suddetto strip-tease, che ha la particolarità di vedere i nostri eroi spogliati di tutto, anche degli indumenti intimi! Non a caso "full monty", ovvero "servizio completo"!
Ebbene dopo più di quattro mesi di prove (tra recitazione e "figure coreografiche") siamo quasi giunti alla fatidica data che ci vedrà protagonisti di una commedia brillante e divertente.

Io, cioè Claudio Giuliani (per chi non mi conoscesse), sono Guy
Mauro Morsucci è Lomper
Gianfranco Pierandi è Horse
Riccardo Piermattei è Gerald
e i due attori principali sono
Francesco Bruni
che è Dave
Cristian Catalani che è Gaz
poi c'è anche Vincenzo Federiconi come Direttore dell'ufficio di collocamento e ispettore di polizia. Ultimo ma non ultimo Vittorio Saccinto che oltre ad essere il regista dello spettacolo, fà anche la parte di un cantante che si esibisce prima del nostro "sexy-show".
Un grazie a Marco Palmieri per averci dato la possibilità (tra tante difficoltà "motorie" e coreografiche da parte nostra...) di imparare qualche "aggraziato" passo di ballo per rendere, almeno minimamente sexy, lo spogliarello.
Un ultimo ringraziamento particolare lo faccio ad un ex compagno di corso di teatro, Guido Calamosca, bravissimo e promettente fotografo senigalliese che ha realizzato le foto e ha curato la bellissima e "provocante" locandina che potete vedere ad inizio pagina.

Per i curiosi metto qui sotto la colonna sonora del film (molto divertente e coinvolgente), di Anne Dudley che si è anche vista riconoscere un premio Oscar:

1. Zodiac
2. You Sexy Thing - Hot Chocolate
3. You Can Leave Your Hat On - Tom Jones
4. Moving on Up - M People
5. Make Me Smile (Come up and See Me) - Cockney Rebel
6. Full Monty
7. Luchbox Has Landed
8. Land of 1000 Dances - Wilson Pickett
9. Rock & Roll, Pt. 2 - Gary Glitter
10. Hot Stuff - Donna Summer
11. We Are Family - Sister Sledge
12. Flashdance...What a Feeling '95 - Irene Cara
13. Stripper - Joe Loss

Quindi ora non mi rimane che augurarvi BUON DIVERTIMENTO!

P.S. Per qualunque info al riguardo potete contattare la Proloco di Corinaldo allo 071 679047

giovedì 21 febbraio 2008

Incontra i PLUSHOOD, i nuovi vicini di casa....

Questa è la presentazione di un video 2D che ho trovato nel sito www.aniboom.com.
I PLUSHOOD sono degli Strani e paradossali personaggi fumettistici (stilisticamente richiamano un pò South Park e forse un pò anche per il genere di storie) che dovrebbero rappresentare dei vicini di casa un pò particolari, in situazioni apparentemente normali..... a volte sciocchi, altre completamente pazzi, altre volte ancora truci, violenti e sanguinolenti: cavolo sembra quasi che vogliano rappresentare la società "civile e pacata" dei nostri giorni! :D

P.S. Come postilla vorrei far notare ad un "certo" Epicuro, che spero sia un assiduo lettore del mio blog, il personaggio della terza storiella: per intenderci, dopo che avrete visto il filmato, il pupo verde con l'annaffiatoio con il simbolo delle radiazioni.
Ebbene........ il nome di questo personaggio è Pinto! ;)))

Buona visione!

martedì 19 febbraio 2008

La "Nascita di Venere" di Sandro Botticelli... finalmente!

Oggi uno dei miei pittori rinascimentali italiani preferiti: Sandro Botticelli. Alcuni anni fà mi è stato regalato uno stupendo week-end a Firenze e proprio in quell'occasione ho finalmente avuto la possibilità di visitare gli Uffizi di Firenze.
Come curiosità vi dico che ho soggiornato nell'hotel "La Gioconda", famoso per aver "ospitato", agli inizi del '900, un certo Vincenzo Perugia, un italiano impiegato al Louvre da cui rubò la Gioconda e che proprio in questo albergo la nascose, in attesa di venderla ad una mercante d'arte.

SANDRO BOTTICELLI
, nel pieno della sua maturità artistica e nel bel mezzo di uno dei periodi storico-artistico-culturali più importanti a livello mondiale, il Rinascimento italiano, realizzò uno delle sue più importanti e famose opere: "LA NASCITA di VENERE" . Questo quadro fù dipinto da Botticelli, come "La Primavera" e "Pallade che doma il centauro", (tutti e tre i dipinti sono conservati a Firenze, presso la Galleria degli Uffizi) per Lorenzo di Pierfrancesco de' Medici, nipote di Lorenzo il Magnifico per adornare la Villa di Castello, nella campagna fiorentina.
Ovviamente Botticelli, maestro dei temi classici, descrive in maniera mirabile, suggestiva ed indimenticabile questa scena "divina" della nascita della "dea più bella tra tutte le dee"...
Quando sono arrivato nella sala che contiene sia "La Nascita di Venere", sia "La Primavera" mi sono seduto davanti alla Venere.... e lì, fissando il quadro, ho lasciato correre la mente, ho cercato di entrare nella scena del dipinto e mi sono lasciato trasportare dall'emozione (oserei dire anche eccitazione!) di trovarmi di fronte ad un capolavoro di inestimabile valore.



Non potevo non aggiungere anche il particolare del viso della Venere che secondo me è di una bellezza unica, emozionante ed immortale, bellezza raggiunta poche altre volte nella storia dell'arte.



La nascita di Venere (1483-1485)
Sandro Botticelli (1 marzo 1445 - 17 maggio 1510)
Tempera su tela, cm.172 x 278
Firenze, Galleria degli Uffizi

lunedì 18 febbraio 2008

La "storia" del piccolo Shay



Ennesima provocazione all'anti-storiellismo (sicuramente e giustamente motivato da una valanga di mail a catena su queste cose...) di Pilviman.
Comunque dopo aver letto questa storia (sarà reale?) forse un pò lunga per un blog, per quanto semplicistica sia e magari anche scontata, ho deciso di pubblicarla: perchè fondamentalmente, a mio parere, una verità di fondo ce l'ha. Ovvero siamo "dotati" di autodeterminazione nella stragrande maggioranza dei casi: possiamo decidere cosa fare, come farlo, se fare del bene o del male (sia nei confronti di una persona, sia di un altro essere vivente o verso l'ambiente) e di conseguenza sta a noi assumercene la responsabilità.
Niente accuse generaliste e demagogiche alla società, come va di moda fare (scaricare le colpe su tutti, fà si che "non è colpa di nessuno...") , ma ognuno prenda coscienza dei propri atti e dei propri comportamenti; in due parole il famoso "ESAME DI COSCIENZA".

E ora, se ne avrete la pazienza, leggete la storia di Shay.

Ricordati che TU fai la differenza.
Non cercare mai mezzi termini: non ce ne sono.

Leggi in ogni caso.

La mia domanda è: tu avresti fatto la stessa scelta che ho fatto io?

Ad una cena di beneficenza per una scuola che cura bambini con problemi di apprendimento, il padre di uno degli studenti fece un discorso che non sarebbe mai più stato dimenticato da nessuno dei presenti.
Dopo aver lodato la scuola ed il suo eccellente staff, egli pose una domanda:

"Quando non viene raggiunta da interferenze esterne, la natura fa il suo lavoro con perfezione. Purtroppo mio figlio Shay non può imparare le cose nel modo in cui lo fanno gli altri bambini. Non può comprendere profondamente le cose come gli altri. Dov'è il naturale ordine delle cose quando si tratta di mio figlio?"

Il pubblico alla domanda si fece silenzioso.

Il padre continuò: "Penso che quando viene al mondo un bambino come Shay,
handicappato fisicamente e mentalmente, si presenta la grande opportunità di realizzare la natura umana e ciò avviene nel modo in cui le altre persone trattano quel bambino."

A quel punto cominciò a narrare una storia:

Shay e suo padre passeggiavano nei pressi di un parco dove Shay sapeva che c'erano bambini che giocavano a baseball. Shay chiese:"Pensi che quei ragazzi mi faranno giocare?" Il padre di Shay sapeva che la maggior parte di loro non avrebbe voluto in squadra un giocatore come Shay, ma sapeva anche che se gli fosse stato permesso di giocare, questo avrebbe dato a suo figlio la speranza di poter essere accettato dagli altri a discapito del suo handicap, cosa di cui Shay aveva immensamente bisogno.

Il padre si Shay si avvicinò ad uno dei ragazzi sul campo e chiese (non aspettandosi molto) se suo figlio potesse giocare.
Il ragazzo si guardò intorno in cerca di consenso e disse:"Stiamo perdendo di sei punti e il gioco è all'ottavo inning. Penso che possa entrare nella squadra: lo faremo entrare nel nono'

Shay entrò nella panchina della squadra e con un sorriso enorme, si mise su la maglia del team. Il padre guardò la scena con le lacrime agli occhi e con un senso di calore nel petto. I ragazzi videro la gioia del padre all'idea che il figlio fosse accettato dagli altri.

Alla fine dell'ottavo inning, la squadra di Shay prese alcuni punti ma era sempre indietro di tre punti. All'inizio del nono inning Shay indossò il guanto ed entrò in campo.

Anche se nessun tiro arrivò nella sua direzione, lui era in estasi solo all'idea di giocare in un campo da baseball e con un enorme sorriso che andava da orecchio ad orecchio salutava suo padre sugli spalti.

Alla fine del nono inning la squadra di Shay segnò un nuovo punto: ora, con due out e le basi cariche si poteva anche pensare di vincere e Shay era incaricato di essere il prossimo alla battuta.

A questo punto, avrebbero lasciato battere Shay anche se significava perdere la partita? Incredibilmente lo lasciarono battere.

Tutti sapevano che era una cosa impossibile per Shay che non sapeva nemmeno tenere in mano la mazza, tantomeno colpire una palla.

In ogni caso, come Shay si mise alla battuta, il lanciatore, capendo che la squadra stava rinunciando alla vittoria in cambio di quel magico momento per Shay, si avvicinò di qualche passo e tirò la palla così piano e mirando perché Shay potesse prenderla con la mazza.

Il primo tirò arrivò a destinazione e Shay dondolò goffamente mancando la palla.

Di nuovo il tiratore si avvicinò di qualche passo per tirare dolcemente la palla a Shay.

Come il tiro lo raggiunse Shay dondolò e questa volta colpì la palla che ritornò lentamente verso il tiratore.

Ma il gioco non era ancora finito.

A quel punto il battitore andò a raccogliere la palla: avrebbe potuto darla all' uomo in prima base e Shay sarebbe stato eliminato e la partita sarebbe finita.

Invece...

Il tiratore lancio la palla di molto oltre l'uomo in prima base e in modo che nessun altro della squadra potesse raccoglierla.

Tutti dagli spalti e tutti i componenti delle due squadre incominciarono a gridare: "Shay corri in prima base! Corri in prima base!"

Mai Shay in tutta la sua vita aveva corso così lontano, ma lo fece e così raggiunse la prima base.E la raggiunse con occhi spalancati dall'emozione.

A quel punto tutti urlarono: "Corri fino alla seconda base!". Prendendo fiato Shay corse fino alla seconda trafelato.

Nel momento in cui Shay arrivò alla seconda base la squadra avversaria aveva ormai
recuperato la palla...

Il ragazzo più piccolo di età che aveva ripreso la palla quindi sapeva di poter vincere e diventare l'eroe della partita, avrebbe potuto tirare la palla all'uomo in seconda base ma fece come il tiratore prima di lui e la lanciò intenzionalmente molto oltre l'uomo in terza base, in modo che nessun altro della squadra potesse raccoglierla.

Tutti urlavano: "Bravo Shay, vai così! Ora corri!"

Shay raggiunse la terza base perché un ragazzo del team avversario lo raggiunse e lo aiutò girandolo nella direzione giusta.

Nel momento in cui Shay raggiunse la terza base tutti urlavano di gioia.

A quel punto tutti gridarono:"Corri in prima, torna in base!!!!"

E così fece: da solo tornò in prima base, dove tutti lo sollevarono in aria e ne fecero l'eroe della partita.

"Quel giorno" disse il padre piangendo " i ragazzi di entrambe le squadre hanno aiutato a portare in questo mondo un grande dono di vero amore ed umanità".

Shay non è vissuto fino all'estate successiva.

E' morto l'inverno dopo ma non si è mai più dimenticato di essere stato l'eroe della partita e di aver reso orgoglioso e felice suo padre... non dimenticò mai l'abbraccio di sua madre quando tornato a casa e le raccontò di aver giocato e vinto.

ED ORA UNA PICCOLA NOTA AL FONDO DI QUESTA STORIA:

In internet ci scambiamo un sacco di giochi e mail scherzose senza che queste ci facciano riflettere, ma quando si tratta di diffondere mail sulle scelte della vita noi esitiamo.

Il crudo, il volgare e l'osceno passano liberamente nel cyber spazio, ma le discussioni pubbliche sulla decenza sono troppo spesso soppresse nella nostre scuole e nei luoghi di lavoro.

Se stai pensando di forwardare questo messaggio, c'è probabilità che sfoglierai i tuoi contatti di rubrica scegliendo le persone 'appropriate' o 'inappropriate' a ricevere questo messaggio.

Bene: la persona che ti ha mandato questa e-mail pensa che TUTTI NOI POSSIAMO FARE LA DIFFERENZA.

Tutti noi abbiamo migliaia di opportunità, ogni giorno, di aiutare il naturale corso delle cose a realizzarsi.

Ogni interazione tra persone, anche la più inaspettata, ci offre un'opportunità: passiamo una calda scintilla di amore e umanità o rinunciamo a questa opportunità e lasciamo il mondo un po' più freddo?

Un uomo saggio una volta disse che ogni società è giudicata in base a come tratta soprattutto i meno fortunati.

Ora tu hai 2 scelte:

1.cancellare

2.inoltrare

Possa questo giorno essere un giorno luminoso.

Ed ora a voi il giudizio, i commenti e le eventuali critiche! :)